Io e Bibbi eravamo molto contenti dei nostri genitori, facevamo molte cose assieme, passeggiate, andavamo a sciare, al mare e poi quando andavamo a letto, dopo il rito della tenda, ci leggevano le fiabe, beh.. non sempre solo fiabe, anzi, ricordo che papà ci lesse “20’000 leghe sotto il mare”, certo lui era un subacqueo appassionato; peccato non riuscisse mai a finire il capitolo perché ci addormentavamo prima.
Mi piaceva molto andare a scuola ed ero anche piuttosto bravo, stavo attento e imparavo presto. Ogni tanto mi annoiavo un po’ perché finivo sempre molto presto i compiti, così Sergio, il mio maestro preferito delle elementari mi dava dei libri da leggere.
Un giorno rientrando da scuola trovai una biscia morta, mi venne così una grande idea… la misi nella cassetta delle lettere di casa mia ed entrando dissi allegro a mia mamma: hai visto cos’è arrivato per posta? Fece un urlo terribile (da lì capii da chi aveva preso mia sorella) ed io mi spanciai dalle risate.
Qualche anno prima ebbi un’altra idea geniale, feci uno scherzo al gatto di casa, lo gettai dalla finestra facendolo atterrare sulla ringhiera dove avrà sicuramente perso una delle sue sette vite. Suvvia, concedetemi l’attenuante che ero ancora molto piccolo.
Insomma mi piaceva fare il burlone, venne anche il periodo in cui cominciai a raccontare barzellette, ne sapevo un sacco cosicché, ad ogni occasione di incontro con la famiglia, dovevo dare sfoggio della mia comicità. Io e papà ci scambiavamo sempre delle battute molto divertenti che spesso capivamo soltanto noi.
Dopo alcuni giochini elettronici, arrivò il mio primo Nintendo. Grande! Mi appassionai subito di Super Mario Bros e di Mortal Combat, grandi partite e grandi lotte, specialmente con i genitori che volevano limitarmi il tempo davanti allo schermo.
Frequentai poi le scuole medie senza particolari problemi, avevo già le idee abbastanza chiare sul mio futuro, ricevevo sempre delle note molto buone, specialmente nelle materie che mi interessavano.
Cercavo di stare molto attento durante le lezioni e se non capivo chiedevo spiegazioni, così da non dover studiare molto a casa. Funziona davvero. Lo stesso valse per il liceo e per i primi semestri all’università. E adesso basta così, non vi annoio più con le mie storie scolastiche.
Torniamo ai giochi, cominciai a frequentare il Drago Rosso e mi appassionai moltissimo dei giochi di ruolo, dapprima Magic e poi Warhammer. Papà cercò in tutti i modi di capirci qualcosa, voleva dimostrare interesse per quello a cui dedicavo tanto tempo, ma non ci riuscì mai. Eh certo che non era mica roba da vecchi…